Scorrono alle spalle del celebre fotografo le più significative immagini di 60 anni di lavoro e passione, mentre lui, Ferdinando Scianna uno dei più grandi fotografi viventi, amico di Vázquez Montalbán e Sciascia, ritrattista di Borges e reporter della mitica agenzia Magnum, parla. E’ un fiume in piena di ricordi ed emozioni passate, ma la Lectio di Scianna non ha niente di nostalgico, niente di fintamente modesto, perché il fotografo sa, e lo dice più volte, di aver vissuto una vita straordinaria, di aver realizzato scatti epici, conosciuto persone che tutto sono (o sono state) tranne che comuni. Lo sguardo rivolto al presente e a un futuro che si augura ancora ricco, dinamico, insolito, Scianna si lascia guidare dalle foto, che ha preparato per una platea rapita, per raccontare una carriera lunghissima, avventurosa, prestigiosa, ponendo sempre l’accento sulle persone, mai sulle epoche storiche, le ideologie, i personaggi. Non gli piacciono le generalizzazioni, dice, gli piacciono le persone e a loro parla, Scianna, con le parole e le immagini, oggi come ieri, come sempre, perché: “solo i dittatori parlano alle masse, io parlo e guardo una persona alla volta, un luogo alla volta, un gatto alla volta”.