I vincitori 2014

Premio Letteratura: Giorgio Falco “La gemella H” , Einaudi, le tre generazioni della famiglia Hinner dalla Germania di Hitler all’Italia dei nostri giorni.

La voce de La gemella H non è solo quella di Hilde: è un crepaccio che inghiotte le parole di tutti. La storia comincia nel 1933, a Bockburg, cittadina bavarese, dove nascono le gemelle Hinner, Hilde e Helga. Il padre Hans dirige il giornale locale, e spinto dall’ambizione vive sino in fondo gli anni del Terzo Reich, qui narrati da una prospettiva del tutto inedita: la merce. I debiti per la casa, la rincorsa all’automobile lussuosa, l’appropriazione della villetta del vicino ebreo, che dà inizio a una seria di speculazioni immobiliari, prima in Germania poi in Italia. Dal bagnino della piscina di Merano alle commesse della Rinascente nel dopoguerra milanese, fino alle sonnolenti stagioni balneari della Riviera romagnola, il racconto di «due mondi che si uniscono per sempre».
La storia di tre generazioni della famiglia Hinner, che dalla Germania di Hitler arriva all’Italia dei giorni nostri. A parlare è Hilde, testimone della sua stessa esistenza, ribelle inerte nel mondo progettato dal padre, dai padri. La sua voce, ora laconica ora straripante, narra ottant’anni di vicende private intimamente intrecciate al Novecento, «all’alba dei grandi magazzini», al turismo di massa, all’ossessione del corpo. Fino a innescare un cortocircuito che fa esplodere il nostro presente, denudandolo come mai prima era stato fatto.
Se I Buddenbrook ripercorreva la decadenza di una famiglia tedesca dell’Ottocento, La gemella H non può che registrare il giornaliero «assecondare il flusso di eventi travestiti da soldi» di una famiglia ossessionata dai beni e compromessa con il Male. Decisa a dimenticare, pur di salvarsi.

La motivazione del Premio
“La gemella H di Giorgio Falco è un’opera intensa e inaspettata sul rapporto che lega l’orrore della storia alla normalità della vita quotidiana. Raccontata con straordinaria finezza psicologica, in uno stile nitido e denso di dettagli rivelatori, la storia di una famiglia tedesca che attraversa la seconda metà del novecento diventa il crocevia di fantasmi e colpe collettive che si insinuano nel nostro presente rivelandone ombre insospettate, significati imprevedibili, barlumi di lancinante verità”.

 

Premio Economia e SocietàJean-Paul Fitoussi “Il teorema del lampione”, Einaudi.

Jean-Paul Fitoussi è Professore emerito all’Institut d’Etudes Politiques de Paris e a la LUISS di Roma. E’ attualmente direttore di ricerca all’Observatoire Français des Conjonctures Econoniques, istituto di ricerca economica e previsione.
Nato nel 1942, Fitoussi ha ottenuto un Dottorato cum laude in Giurisprudenza ed Economia presso l’Università di Strasburgo (Francia), con una tesi su “inflazione, equilibrio e disoccupazione”. Ha cominciato la sua carriera accademica come professore a contratto presso l’Università di Strasburgo. Dal 1979 al 1983 ha insegnato all’Istituto Europeo di Firenze, e nel 1984 visiting professor presso la University of California, Los Angeles.
Dal 1998 Fitoussi è membro del consiglio d’amministrazione dell’Ecole Normale Supérieure. Nel 1997 è divenuto membro del Conseil d’Analyse Economique del Primo Ministro, mentre nel 1996 è stato nominato membro della Commissione Economica della Nazione. Dal 2000 svolge l’incarico di Esperto presso il Parlamento Europeo, Commissione degli Affari Economici e Monetari. Dal 1990 al 1993 è stato Presidente del Consiglio Economico della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Per quel che riguarda le attività editoriali, è Managing Editor della Revue et Lettre delI’OFCE, membro del Comitato Scientifico della Revue Française d’Economie, membro del Consiglio Editoriale di Labour e di The International Journal of Development Planning Literature, membro dei Comitati Scientifici della International Labour Review, e di Critique Internazionale. Ha scritto con regolarità su giornali francesi e stranieri, ed è editorialista per La Repubblica e Le Monde.
Nella sua ricerca, si è concentrato sulle teorie dell’inflazione, sulla disoccupazione, sul commercio estero, e sul ruolo della politica macroeconomica. Come Presidente dell’OFCE, e, al suo interno, come fondatore del Gruppo di Politica Economica Internazionale (di cui è membro con Anthony Atkinson, Olivier Blanchard, John Flemmig, Edmond Malinvaud, Edmund Phelps e Robert Solow), ha fornito numerosi contributi al dibattito corrente di politica economica, in particolare sui temi dell’integrazione economica e della transizione.

Fitoussi ha ricevuto il Premio della Association Française de Sciences Economiques e il Premio Rossi dell’Académie des Sciences Morales et Politiques. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui la Presidenza Onoraria della Facoltà di Economia di Strasburgo, la laurea Honoris Causa dall’Università di Buenos-Aires, e in patria le onorificenze di Chevalier de l’Ordre National du Mérite e Chevalier de la Legion d’Honneur.

IL TEOREMA DEL LAMPIONE – Traduzione di Maria Lorenza Chiesara – Einaudi, 2013
Tutto è irragionevole in ciò che accade nel mondo d’oggi: piú di cinque anni di stagnazione, un balzo della disoccupazione e del lavoro precario, il declino del ceto medio, l’esplosione delle disuguaglianze. Ma da dove viene questa irragionevolezza e perché la accettiamo? Questo libro è un invito al viaggio nei territori che abbiamo intravisto durante le crisi che si sono succedute dal 2007-2008: la crisi della teoria economica, la crisi finanziaria mondiale, la crisi bancaria, la crisi europea dei debiti sovrani, e, infine, quella dei nostri sistemi di misura. Con un bilancio insopportabile: noi affrontiamo l’avvenire con gli occhi rivolti al cono di luce che ci giunge dal passato. Non possiamo trovare nulla sotto queste luci, se esse non sono in grado di illuminare il tempo presente. Le nostre teorie economiche – falsificate a piú riprese dai fatti – e le nostre politiche rivolte a obbiettivi che derivano da esse (stabilità dei prezzi, concorrenza, sostenibilità del debito) non riescono piú a rendere conto della realtà né a rispondere ai bisogni della popolazione.
Il teorema del lampione è, in egual misura, un appello a dare piú peso all’esigenza di legalità senza la quale le nostre democrazie deperiscono, le nostre economie funzionano male e il benessere della popolazione si riduce ai minimi termini.

La motivazione del Premio
“Il richiamo del titolo coincide con le ragioni del premio: un tizio cerca le chiavi sotto un lampione non perché è li che le ha perse, ma perché quello è l’unico punto illuminato della strada. In economia è stato questo un metodo diffuso e che ha comportato elevati costi sociali. Fitoussi invita gli economisti (e i politici) a uscire da quel cono di luce, con lo scopo di mettere fine alla sofferenza sociale, come recita il sottotitolo del libro destinato a un vasto pubblico senza sacrificarne il rigore scientifico”.

 

Premio Speciale “Sguardo da lontano”John Anthony Davis “Napoli e Napoleone”, Rubbettino

John Anthony Davis è professore di Storia italiana ed europea presso l’Università del Connecticut, oltre ad essere membro permanente dell’American Academy di Roma, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e della Royal Historical Society di Londra. Ha coordinato la stesura della Oxford Short History of Italy (Oxford University Press 2000-2006). I suoi interessi sono rivolti alla storia italiana in età moderna e contemporanea, nonché alla «questione meridionale».

NAPOLI E NAPOLEONE. L’ITALIA MERIDIONALE E LE RIVOLUZIONI EUROPEE (1780-1860)
Traduzione di Pasquale Palmieri – Rubbettino Editore, 2014

Durante l’età napoleonica, gli stati italiani furono interessati da ambiziosi progetti di riforma che ebbero un impatto traumatico sulle strutture dell’antico regime, percorse già da lungo tempo da una crisi profonda.
Il volume di John Davis si concentra sulla situazione del Mezzogiorno, cercando di superare le letture settoriali e faziose che si sono susseguite negli ultimi decenni, offrendo una prospettiva complessa, capace di fondere i temi principali della storia economica, sociale, politica, militare, la storia delle idee, la storia “culturale” e quella religiosa.
Sovvertendo alcuni luoghi comuni tendenti a ingabbiare il Sud in un quadro di persistente immobilità e arretratezza, l’autore guarda con rinnovata attenzione alle trasformazioni che ebbero luogo nel corso del XVII e del XIX secolo. Ne viene fuori una ricostruzione originale e sorprendente, che invita a guardare in una prospettiva totalmente nuova l’intero processo di unificazione della penisola italiana.

La motivazione del Premio
“In questa innovativa reinterpretazione della storia del Regno delle Due Sicilie, lo storico inglese Davis descrive la transizione dall’antico regime all’ordine post-feudale nel periodo 1780-1860 in termini di una modernizzazione continuata (da Ferdinando IV Borbone, al “decennio francese” e alla Restaurazione), rapida e forse la più radicale di tutta la penisola, se non dell’intera Europa.  Sfatando la lunga serie di luoghi comuni caratteristica della storiografia risorgimentale, e rivisitando la storia europea dall’angolatura inusuale, il saggio di Davis cambia i termini delle questioni tanto della trasformazione politica in Italia nel secolo precedente l’Unità quanto della dicotomia Nord-Sud”.

 

Premio Speciale alla carrieraSalvatore Settis

Salvatore Settis ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute (1994-99) e a Pisa la Scuola Normale Superiore (1999-2010). E’ stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali (2007-2009) e tra i founding members di European Research Council (2005-2011). Visiting Professor in varie università europee ed americane, è stato Warburg Professor all’Università di Amburgo, ha tenuto a Oxford le Isaiah Berlin Lectures e alla National Gallery di Washington le Mellon Lectures, ha avuto a Madrid la Cátedra del Museo del Prado e nell’anno accademico 2014-15 ricopre la Cattedra Borromini nella Università della Svizzera Italiana (Lugano-Mendrisio). Dal 2010 è presidente del Consiglio Scientifico del Louvre.

I suoi interessi di ricerca includono temi di storia dell’arte antica (Saggio sull’Afrodite Urania di Fidia , Pisa 1966; La Colonna Traiana , Torino 1988; Laocoonte. Fama e stile , Roma 1999; Le pareti ingannevoli. La Villa di Livia e la pittura di giardino , Milano 2002; Artemidoro. Un papiro dal I al XXI secolo, Torino 2009) e post-antica (La «Tempesta» interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto , Torino  1978; Artisti e committenti tra Quattro e Cinquecento, Torino 2010), nonché di orientamento e politica culturale (Italia S.p.A. – L’assalto al patrimonio culturale , Torino 2002; Futuro del “classico”, Torino  2004; Battaglie senza eroi. I beni culturali fra istituzioni e profitto, Milano 2005; Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile, Torino 2010); Azione popolare. Cittadini per il bene comune, Torino 2012. Il suo ultimo libro è Se Venezia muore, Torino, Einaudi 2014.
Ha curato alcune opere collettive, fra cui Memoria dell’Antico nell’arte italiana  , voll. 1-3, Torino 1984-86, Storia della Calabria antica , Roma 1987-1991,  Civiltà dei Romani , Milano 1990-1994, I Greci. Storia, arte, cultura, società , voll. 1-6, Torino 1995-2002. Per l’editore Panini dirige la collana Mirabilia Italiae .

E’ membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Istituto Veneto, dell’American Philosophical Society di Philadelphia, dell’American Academy of Arts and Sciences, dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Accademia delle Arti del Disegno e delle Accademie di Francia, di Berlino, di Baviera e del Belgio.

La motivazione
“Salvatore Settis, figura imprescindibile nell’orizzonte culturale europeo e mondiale, si contraddistingue per la molteplicità dei temi affrontati, per lo spettro amplissimo delle discipline oggetto dei suoi interessi e approfondimenti. Temi e interessi legati da un filo comune che si dipana fra l’impegno civile, la sincera fede democratica, il riconoscersi appieno dentro la cornice disegnata nella Costituzione Repubblicana”.

2014 – TERZA EDIZIONE

MANIFESTO 2014

PHOTOGALLERY 2014

RASSEGNA STAMPA 2014

 

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