Category

Notizie

decina 2024
Fondazione, Notizie

Pronti per l’edizione 2024: ecco i dieci libri finalisti. Paolini: “Il nostro filo conduttore è l’Italia che vorremmo”Featured

Decina 2024La dodicesima edizione del Premio Sila ’49 ha i suoi dieci libri finalisti. Sono stati annunciati stamattina, lunedì 11 marzo, durante una conferenza stampa tenuta nella sede della Fondazione Premio Sila, nel cuore del centro storico di Cosenza. Ad accogliere giornalisti e appassionati della lettura, il presidente Enzo Paolini, la direttrice Gemma Cestari e i due giurati Valerio Magrelli ed Emanuele Trevi, collegati via web.

Ecco i 10 libri scelti dalla giuria. “Un paese felice” (Mondadori) di Carmine Abate, “Grande meraviglia” (Einaudi) di Viola Ardone, “Poverina” (Blackie Edizioni) di Chiara Galeazzi, “Quasi niente sbagliato” (Bollati Boringhieri) di Greta Pavan, “La bella confusione” (Einaudi) di Francesco Piccolo, “La vita è breve, eccetera” (Einaudi) di Veronica Raimo, “Jazz Cafè” (La nave di Teseo) di Raffaele Simone, “Il fuoco invisibile” (Rizzoli) di Daniele Rielli, “L’imperatore delle nuvole” (Neri Pozza) di Pierpaolo Vettori, “Una minima infelicità” (Neri Pozza) di Carmen Verde.

Il nostro filo conduttore è l’Italia che vorremmo – ha dichiarato il presidente Enzo Paolini – che viene narrata attraverso i romanzi, attraverso le storie, le idee, le vite che ci sono in quelle pagine, ma anche attraverso la saggistica”. Titoli e autori di grande prestigio arricchiscono anche questa edizione del Premio Sila.

Una decina di cui siamo molto soddisfatti – ha sottolineato la direttrice del Premio Gemma Cestari parlando dei titoli scelti – che tiene insieme tante voci interessanti dell’Italia. Dieci libri straordinari che arrivano dopo un lavoro importante della giuria”. L’annuncio della rosa dei finalisti lascia adesso il posto agli incontri con gli autori che nei prossimi giorni presenteranno al pubblico del Premio i propri libri. Poi toccherà alla giuria, in collaborazione con il comitato dei lettori, a ridurre a cinque i libri scelti. Da quest’ultima selezione, si arriverà, quindi, al vincitore finale che sarà premiato durante una manifestazione che coinvolgerà l’intera città di Cosenza nei giorni 14, 15 e 16 giugno.

La decina finalista

Unico autore calabrese in lizza, “Un paese felice” di Carmine Abate, è una storia di ribellione – ha commentato Valerio Magrelli – di indipendenza, quasi una piccola utopia concreta, quella di difendere Eranova, paese destinato a essere spazzato via dalle necessità di costruire un polo siderurgico che doveva accompagnare il porto di Gioia Tauro, poi mai costruito. “La vita è breve” di Veronica Raimo contiene sette racconti, a colpire è il tono, il taglio, il colore, lo stile con cui questi materiali vengono organizzati in una forma meticolosa, miniaturizzata. “Grande Meraviglia” di Viola Ardone è una sorta di grande racconto in cui si narra la caduta dei manicomi, l’abbandono dei manicomi, secondo una legge che purtroppo non venne poi realizzata fino in fondo. Con “Poverina” di Chiara Galeazzi siamo di fronte a una testimonianza – hanno continuato nell’excursus della decina Magrelli ed Emanuele Trevi –un memoir, ma che ha la sua validità narrativa – e direi anche i suoi problemi compositivi e artistici – equivalenti a quelli della letteratura d’invenzione. Molto interessante, anche dal punto di vista strutturale, “Quasi niente di sbagliato” di Greta Pavan. Il vero motore di questa narrazione è la costruzione temporale che alterna momenti lontani e vicini in un continuo andirivieni cronologico”. “La bella confusione” di Francesco Piccolo è una storia bellissima e intelligente, si svolge nel 1963 e racconta la storia di due capolavori come Otto e Mezzo di Federico Fellini e Il Gattopardo di Luchino Visconti. Che vengono girati contemporaneamente e hanno un destino simile. Trait d’union un’attrice, Claudia Cardinale, che recitò in entrambe le pellicole. “Jazz Cafè” è una raccolta di racconti firmata da Raffaele Simone dà vita a una serie di personaggi che hanno, malgrado la diversità dei loro destini, qualcosa in comune: la ricerca inesausta di quella scheggia di felicità e di giustizia forse concessa agli umani.

“Il fuoco invisibile” di Daniele Rielli è un libro che ha una forza di impatto indimenticabile, nel senso che è la storia di un evento terribile, del Sud Italia, la xylella un batterio che ha distrutto migliaia di ulivi secolari in Puglia. Lo scrittore ha due marce, una di giornalismo investigativo che si basa sulle vicende, sulle domande, e una di romanziere. Il futuro che non vorremmo mai vedere, lo descrive Pierpaolo Vettori in “L’imperatore delle nuvole”. Un lungo muro che divide e protegge(?) dall’invasione dei migranti nordafricani. L’epopea tragica di una delle guardie murarie. “Una minima infelicità” di Carmen Verde è un romanzo intenso e particolare innanzitutto perché viene definito un’opera prima – anche se segue un romanzo scritto a quattro mani – poi perché parla di una creatura minuscola che decide di consacrare la propria vita a una madre elegante, abbiente e sofisticata che si vergogna di lei.

Notizie

Premio Sila ’49, Maria Grazia Calandrone vince l’undicesima edizione. La giuria: «È riuscita a lasciare un segno tramite la sua scrittura». Tra i premiati delle altre sezioni Silvia Vegetti Finzi e Maurizio Pagliassotti. Ecco tutte le date della cerimonia conclusiva

COSENZA – Dopo l’annuncio dei cinque finalisti dell’undicesima edizione del Premio Sila ’49, la giuria tecnica si è determinata sul nome del vincitore. È Maria Grazia Calandrone, con “Dove non mi hai portata” (Einaudi), a conquistare il riconoscimento letterario.

«Il libro racconta di un uomo e una donna che un giorno del 1965 abbandonano nel parco romano di Villa Borghese la figlia di otto mesi, per poi suicidarsi nel Tevere. Oltre cinquant’anni dopo, la bambina, ossia l’autrice del romanzo, cercherà di ricostruire la verità del suo passato. Queste pagine si ricollegano idealmente alla precedente opera di Calandrone, “Splendi come vita” (Ponte alle Grazie 2021), nella quale veniva invece indagato il rapporto con la madre adottiva. Così, lavorando su un’autobiografia tanto violenta e devastata, la scrittrice narra di un viaggio verso le proprie origini, e nello stesso tempo tratteggia l’immagine di una Italia ormai irrimediabilmente lontana. Il tutto con una lingua di rara precisione. Infatti, prima ancora che narratrice, giornalista del “Corriere della Sera”, drammaturga, artista visiva, autrice-conduttrice per la Rai, nonché insegnante di letteratura nelle scuole e nelle carceri, Maria Grazia Calandrone è poetessa: un’origine che ha lasciato un segno profondo nella sua scrittura in prosa», scrive la giuria nelle motivazioni al Premio.

Inoltre, come già anticipato nei giorni scorsi, anche quest’anno verrà consegnato il Premio alla Carriera. A ottenerlo per il 2023 è Silvia Vegetti Finzi. «Figura di riferimento, e non solo in Italia, per quanto riguarda sia la storia del movimento psicanalitico, sia il senso e il peso da dare al pensiero freudiano. Il suo sguardo segue da decenni l’andamento, a tratti carsico, con cui la psicanalisi si è mossa, lasciando il proprio segno sulle idee di questo e del secolo scorso. Ma è soprattutto nell’intreccio fra sapere delle donne e disciplina psicanalitica che Vegetti Finzi si è ritagliata uno spazio singolare, smentendo quel pregiudizio che inquadra la psicanalisi come apparato di sapere sordo o addirittura ostile alla riflessione e alla soggettività femminile. Fuori da ogni rassicurante appartenenza, Vegetti Finzi è davvero una interprete coraggiosa di quell’esercizio di pensiero critico che oggi appare o appannato o addirittura deriso. Assegnarle il Premio alla Carriera è riconoscere innanzitutto la sua testimonianza a favore di una vita intellettuale né docile né ossequiosa. Ma è anche riconoscere il suo contributo e il suo impegno per un uso largo del pensiero psicanalitico, la sua capacità di traghettarlo oltre i confini e gli arroccamenti dentro torri d’avorio dove alla fine poco si respira», scrive ancora la giuria.

Quest’anno, infine, verrà attribuito un premio speciale allo scrittore e giornalista Maurizio Pagliassotti per  il suo libro “La guerra invisibile”, con la seguente motivazione: «Il libro di Maurizio Pagliassotti su “La guerra invisibile. Un viaggio sul fronte dell’odio contro i Migranti” (Einaudi) merita un premio speciale perché interviene nel modo più efficace e profondo sulla questione centrale della politica europea di oggi: il nodo dell’identità, cioè la contrapposizione tra ‘noi’ e ‘loro’. Dove loro sono i migranti: i poveri, i non occidentali. Persone che spogliamo del loro essere persone: per continuare a non vedere cosa stiamo facendo loro. Il libro di Pagliassotti, al contrario, ci costringe a non distogliere lo sguardo. È il mestiere del giornalista, del reporter: e Pagliassotti lo fa davvero. Percorrendo, in buona parte a piedi, i seimila chilometri che vanno da Ventimiglia al confine tra Turchia e Iran: la rotta balcanica, l’altro Mediterraneo in cui spariscono i migranti. Guardando, e raccontando. È un fronte bellico, ci dice Pagliassotti: i suoi occhi vedono una guerra, la sua scrittura la fa vedere anche a noi».

L’undicesima edizione del Premio Sila ’49 è patrocinata dal Comune di Cosenza e dal Comune di Rende, ed è realizzata con il contributo economico di Eurosanità, Synergo, Gruppo Giomi e Collextion Services nonché con risorse PAC 2014/2020 – Az. 6.8.3 Erogate ad esito dell’Avviso “Eventi di Promozione Culturale 2022” dalla Regione Calabria (Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura).-

Dunque, tutti i premi verranno consegnati nel corso della cerimonia conclusiva.   Si parte venerdì 23 giugno alle 18, nel verde della Villa Vecchia del centro storico, con l’incontro con Pagliassotti, in dialogo con Valerio Giacoia. E si prosegue l’indomani, sabato 24 giugno alle 11.30 a Palazzo Arnone, dove è prevista la lectio magistralis di Silvia Vegetti Finzi dal titolo “Il mito di Elena tra bellezza e conflitto”. Sempre sabato 24 giugno, alle 18, a Palazzo Arnone è invece in programma la cerimonia di premiazione: conduce Paride Leporace.

In ultimo, domenica 25 giugno ci si sposta nella sede di Camigliatello Silano della Fondazione Premio Sila per la presentazione dell’ultimo libro di Tomaso Montanari, “Se amore guarda” (Einaudi), che dialogherà con Emanuele Trevi, Piero Bevilacqua e Battista Sangineto.

Il manifesto 2023 del Premio, diretto da Gemma Cestari e presieduto da Enzo Paolini, è firmato dall’artista di arte contemporanea Paolo Canevari.

Fondazione, Notizie

Premio Sila ’49, proroga dei termini per l’edizione 2022-2023. Paolini: «Cerimonia conclusiva nella tarda primavera: un modo per valorizzare, ancora di più, i luoghi del centro storico»Featured

La Fondazione Premio Sila annuncia la riapertura del bando di concorso dell’edizione 2022 del Premio Letterario “Premio Sila ‘49” e contestualmente la modifica del suo regolamento. A prevedersi è, dunque, una nuova agenda di lavori: potranno concorrere le opere di autori pubblicate dall’1 giugno 2021 al 31 ottobre 2022, pertanto le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 10 novembre 2022. Per la sua undicesima edizione, il Premio si concluderà, inoltre, nella tarda primavera del 2023.

«Una decisione, quella circa la proroga dei termini del nostro bando – spiega Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila -, che abbiamo abbracciato a seguito delle richieste pervenuteci da giurati e lettori. Crediamo, poi – aggiunge Paolini -, che realizzare la cerimonia finale di premiazione nei mesi primaverili, così come accaduto negli ultimi  due anni, sia una formula assai azzeccata: permette, infatti, di meglio valorizzare i luoghi all’aperto del nostro magico centro storico. Lo abbiamo visto quest’anno: ancora circolano le immagini di una piazza Duomo gremita, al pari di quelle di Largo delle Vergini e del cortile esterno di Palazzo Arnone. Dando, a ogni modo, tale annuncio – conclude il presidente -, ci teniamo anche a rassicurare chi, tra gli autori, ha già fatto pervenire la propria candidatura: verrà naturalmente tenuta in considerazione e non sarà “scalfita” dal nuovo regolamento. Infine, ribadiamo al comitato dei lettori che tutte le attività legate tradizionalmente al Premio (dalla presentazione dei volumi agli incontri con gli autori, fino ad eventi extra) verranno realizzati nel corso del periodo autunnale e invernale. Siamo, pertanto, pronti per una nuova e bellissima edizione».

 Per maggiori dettagli alleghiamo, di seguito, il nuovo bando edizione 2022-2023.

NUOVO BANDO EDIZIONE 2022/23

La Fondazione Premio Sila, in via del tutto eccezionale, riapre il bando di concorso dell’edizione 2022 del Premio Letterario “Premio Sila 49” e ne modifica il regolamento per come segue.

Per l’edizione 2022 si prevede una nuova agenda dei lavori che concluderà le fasi del concorso con la relativa Cerimonia di Premiazione nella tarda primavera del 2023.


Il Premio ha la caratteristica di privilegiare le opere e la letteratura attente alla realtà e di rilievo civile.

REGOLAMENTO

1. Il “Premio Sila 49” ha frequenza annuale ed è diviso in tre sezioni:
a) Letteratura;
b) Economia e Società;
c) “Sguardo da lontano”, dedicato a saggi e opere realizzati da autori stranieri o italiani che abbiano ad oggetto il Mezzogiorno, visto da una prospettiva esterna.

2. La giuria si riserva, inoltre, di anno in anno, la facoltà di assegnare premi speciali alla carriera e/o all’opera complessiva di autori che abbiano una significativa attinenza con i valori promossi dal Premio.

3. Per l’edizione 2022, possono concorrere al Premio le opere di autori edite nel periodo che va dal 1 giugno 2021 al 31 ottobre 2022.

4. Le opere e le candidature, in seguito alla riapertura dei termini temporali del bando di concorso, devono pervenire, in quattordici copie, presso l’Agenzia di Spedizioni KIPOINT, Piazza Zumbini, snc – 87100 Cosenza, con la dicitura Concorso Premio Sila ’49 – 2022 – entro e non oltre le ore 12.00 del 10 novembre 2022, accompagnate da una lettera con l’indicazione della sezione cui si intende partecipare;

Le opere e le candidature già pervenute entro i termini indicati dal precedente bando, sono da considerarsi in concorso per l’edizione che unifica l’anno 2022 al 2023.

5. La Fondazione Premio Sila, al fine di assicurare il carattere partecipativo al concorso letterario, individuerà di anno in anno particolari categorie di lettori che forniranno alla giuria orientamenti, non vincolanti, in relazione alla rosa finale di cinque titoli che concorreranno per la sezione Letteratura al premio finale;

6. Per ciascuna delle sezioni del Premio la Giuria assegnerà dei riconoscimenti:
a) Sezione Letteratura: un premio da 5000 euro;
b) Sezione Economia e Società: un premio da 5000 euro;
c) Sezione “Sguardo da lontano”: un premio da 2500 euro;

7. La premiazione dei vincitori avrà luogo in una data che la Fondazione Premio Sila indicherà in tempo utile tra maggio e giugno del 2023. Condizione imprescindibile per l’attribuzione dei premi ai vincitori è la loro presenza alla cerimonia di premiazione.

8. Modifiche al presente regolamento possono essere apportate dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Premio Sila.

Notizie

L’intervento di Nadeesha Uyangoda, vincitrice della sezione Economia e Società, davanti al pubblico del Premio Sila e la lectio magistralis dello storico Tomaso Montanari

COSENZA – La decima edizione del Premio Sila ‘49, diretto da Gemma Cestari e presieduto da Enzo Paolini, si avvia alla conclusione. E lo fa col primo dei diversi appuntamenti che accompagneranno lettori e curiosi fino a domenica 29 maggio in un vero e proprio viaggio nel mondo dei libri e della parola.

ECONOMIA E SOCIETÀ – Oggi venerdì 27, dunque, in piazza dei Follari, nel cuore del centro storico bruzio, la vincitrice della sezione Economia e Società del Premio, Nadeesha Uyangoda, ha dialogato con la docente Unical Mariafrancesca D’Agostino e con il sociologo Tonino Perna sui temi del suo romanzo, “L’unica persona nera nella stanza” (66thand22nd). “È difficile a volte parlare di subalterni nei libri. Per molto tempo – spiega l’autrice – questo non è infatti avvenuto. Solo negli ultimi anni è fiorita una specie di letteratura che è di tipo attivista o antirazzista. In altre parole – ha continuato – la voce del subalterno è entrata a far parte di un vero e proprio meccanismo editoriale globale: alle autrici straniere è sempre più stata richiesta un tipo di letteratura impegnata, non narrativa ma di saggi”. Stimolata dai relatori, che hanno sottolineato quanto “L’unica persona nella stanza” rappresenti un volume “che ha uno sguardo originale sul fondamentale concetto di identità” e che sia un “testo da adottare nelle scuole e nelle università”, Uyangoda ha poi così proseguito. “Io sono cresciuta in una casa antifascista militante e quindi la parola nero per me non è mai coincisa col colore della pelle. Purtroppo però nella società, anche nella società di oggi, nero significa qualcos’altro, viene usato in contrapposizione al bianco e così i bianchi stessi utilizzando l’espressione succitata si tirano fuori dalla questione razziale. Si tende sempre a separare la nerezza da quello che è lo standard ed essa è spesso connotata da elementi negativi. Politici, giornalisti, personaggi televisivi la sdoganano: questa non è ignoranza, ma è razzismo. Razzismo oggi è un modo di pensare e di agire che è dentro di noi, una forma di linguaggio e di riflessione che non è scomparsa. Bisogna quindi lavorare su noi stessi e poi sugli altri, affinché tutto ciò venga sradicato anche dalla sfera pubblica. Del resto il personale è politico”.

LA LECTIO DI MONTANARI – Sempre nel pomeriggio di oggi, inoltre, sul sagrato del Duomo cittadino lo storico e giurato Tomaso Montanari ha tenuto, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni della stessa Cattedrale, una lectio magistralis su “Un indulto, una sospensione, un miracolo arresto: il senso delle antiche chiese”. Introdotto da Maria Letizia Stancati di Nova Associazione, Montanari ha detto: “

L’accademico italiano Cesare Brandi dedica in un suo libro alla Cattedrale di Cosenza una pagina molto ispirata e parla del sepolcro di Isabella d’Aragona.  Dice che questa struttura unica al mondo merita un viaggio a Cosenza. E oggi Cosenza celebra gli 800 anni del suo Duomo che diventa Basilica: un luogo che appartiene a tutti. Perché le chiese sì, insieme alle piazze, ci hanno visto crescere: sono spazi pubblici di cui, dopo due anni di pandemia, abbiamo bisogno. Entrare nelle chiese vuol dire non essere soli e non soltanto dal punto di vista della religione. Esse in Italia per tradizione sono aperte a tutti: vi possiamo ascoltare e sentire e toccare il tempo che non c’è più, connettersi con altri epoche e ciò è fondamentale perché viviamo nella costante rimozione della storia. Una chiesa che ha 800 anni è per l’appunto una chiesa dove i passi delle ninfe ancora risuonano. Un posto che ci scuote dalla convinzione di vivere nel tempo migliore della storia. Il patrimonio culturale ci dà dunque la possibilità di metterci in comunione con tutto quello che ci ha preceduto. Ora tutti insieme, in questo luogo, siamo pronti ad ascoltare le pietre su cui camminiamo, allora proviamo a essere umani. Dietro le pietre di fatti ci sono le persone, e soprattutto gli scartati delle periferie”.

GLI EVENTI – I prossimi appuntamenti del Premio sono in programma domani, sabato 28, negli spazi di Palazzo Arnone: a partire dalle 11.30 la lectio magistralis della vincitrice del Premio alla Carriera Luciana Castellana dal titolo “La mia vita a sinistra è, ancora, la scoperta del mondo”; alle 18.30, invece, la cerimonia di premiazione dei vincitori Nicola Lagioia, Nadeesha Uyangoda e Luciana Castellina condotta da Ritanna Armeni.

Notizie

Inaugurata la mostra di Chirico al Museo dei Brettii e degli Enotri

COSENZA – «Natino Chirico ci ha proposto un tuffo “insieme” più che mai attuale. L’arte vera, come sempre, coglie aspetti che non siamo in grado di esprimere con tutte le parole del mondo. La sua giunge diretta come un dardo nella suggestione di tutti noi ed interpreta mirabilmente i valori che da dieci anni a questa parte perseguiamo». Con queste parole Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila, apre la mostra, non a caso intitolata “Insieme”, dell’artista che ha firmato il manifesto (“I tuffatori”) della decima edizione della manifestazione.

L’allestimento con le opere di Chirico, tra i più importanti ritrattisti italiani oltreché pittore figurativo dalle origini calabresi, è fruibile gratuitamente da ieri, lunedì 30 maggio, fino al prossimo 21 giugno negli spazi del museo dei Brettii e degli Enotri del quartiere Spirito Santo. I visitatori possono, così, immergersi in un vero e proprio viaggio, guidati dalle grandi tele che evocano, in un certo qual senso, i colori, la potenza e l’energia del territorio calabrese. «La Calabria – afferma l’artista – non mi ha mai abbandonato, così come l’arte: entrambe accompagnano i miei sogni, entrambe rappresentano per me la cura, qualcosa di sublime senza cui mi è davvero impossibile vivere».

Sempre nel corso dell’appuntamento, il plauso del sindaco Franz Caruso: «Iniziative come questa, così come il Premio Sila, non solo risvegliano la città di Cosenza da un punto di vista prettamente culturale, ma sono di fondamentale importanza anche e soprattutto perché vanno a valorizzare il nostro bellissimo centro storico».

All’inaugurazione della personale di arte contemporanea, tra le altre cose patrocinata dall’amministrazione bruzia e sostenuta da Ail Cosenza, presenti, oltre al presidente Paolini e al primo cittadino Caruso, anche la direttrice del Premio Sila ’49 Gemma Cestari, insieme alla delegata dal sindaco alla cultura Antonietta Cozza, alla direttrice del museo Marilena Cerzoso, al presidente di Ail Cosenza Maura Nigro e allo storico dell’arte Enzo Le Pera. L’evento, che per l’appunto rientra nelle diverse iniziative messe a punto dal Premio per la sua edizione 2021, è visitabile negli orari del museo, dunque dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 (da martedì a venerdì) e dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 (sabato e domenica).

Notizie

La lectio magistralis di Luciana Castellina per la decima edizione del Sila

COSENZA – Un gruppo di amiche e amici si avvicina a Luciana Castellina timidamente. Lo fa perché ha con sé una vecchia fotografia, vecchia di 48 anni, in cui proprio la politica, scrittrice e giornalista è immortalata. Una fotografia in bianco e nero scattata a Cosenza, nel giorno del Referendum sul divorzio. Questo è solo uno dei ricordi che oggi sabato 28, negli spazi di Palazzo Arnone, viene evocato. Numerosissimi, di fatti, gli aneddoti, insieme alle storie e alle memorie, che la  storica figura della sinistra italiana, e in particolar modo del Partito comunista, cita grazie alla lectio magistralis “La mia vita a sinistra è, ancora, la scoperta del mondo”, tenuta di fronte al pubblico del Premio Sila ’49 (decima edizione) diretto da Gemma Cestari e presieduto da Enzo Paolini.

Castellina, giunta nella città dei Bruzi, per ricevere il riconoscimento alla carriera, parla, dunque, della sua esistenza da «diversamente comunista», trascorsa in giro per l’Europa e non solo, sempre a difendere diritti e prerogative altrui, i più deboli, i più fragili. «Ricordo ancora – racconta – di quando negli anni Sessanta venni arrestata e rimasi in prigione per oltre due mesi. La mia colpa? Aver preso parte a una manifestazione a Roma degli operai edili e aver cercato di aiutarne uno. In cella – continua – mi arrivò la lettera di mia figlia che all’epoca aveva 8 anni: Lucrezia mi scriveva che la sua maestra le chiese perché la madre prendesse i poliziotti a ombrellate e la piccola rispose che non poteva essere vero, la sua mamma non possedeva ombrelli».

Poi Parigi, Praga, Budapest, l’ex Jugoslavia, non solo l’Italia. «Leggevo Salgari – dice la cofondatrice de “Il Manifesto” e poi direttrice di “Liberazione” – perché così potevo viaggiare dappertutto; ma il viaggio più appagante l’ho fatto tramite la porta del Pci, che ha appagato la mia curiosità». Proprio grazie al Partito Castellina, pertanto, gira il mondo. A Cosenza, dove lo stesso Paolini ricorda un loro vecchio incontro («In una trattoria trasteverina una indimenticabile ragazza romana mi parlò di libertà ed eguaglianza, valori in nome dei quali la gente è caduta») passa in rassegna tutto questo: gli incontri avuti con Sartre e Simone de Beauvoir, la partecipazione al primo raduno di giovani dopo il secondo conflitto mondiale, a Praga nel 1947, dove compirà 18 anni e l’India verrà resa indipendente («Ma questo è un imbroglio dell’imperialismo!», dirà per l’occasione un ragazzo inglese e comunista). E, ancora, i viaggi attraverso i film, «quelli di Pier Paolo Pasolini e dei registi neorealisti», che, al pari del Partito, le hanno insegnato «a crescere, a comprendere che si può cambiare soggettivamente e passare dall’essere meri sudditi a cittadini protagonisti».

Protagonista della vita Luciana Castellina lo è stata e lo è tuttora. Già presidente della Commissione europea per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi d’informazione, agli amici del Sila ’49 “regala” intramontabili pezzi di Storia, oltre che un monito fondamentale. «Bisogna difendere la diversità perché la cultura dell’altro ci aiuta a rivisitarci criticamente». Di se stessa, pure autrice di molte opere, infine, dice: «Non sono una scrittrice, quanto una giornalista che scrive articoli un po’ troppo lunghi». Certo, sono gli articoli che nascono là dove accadono le cose, sono gli articoli che hanno a che fare con la vita.

Notizie, Uncategorized

Il reading di Valerio Magrelli al Cenacolo Faust D’Andrea

CAMIGLIATELLO SILANO – Si è conclusa domenica 29 maggio, nella sua sede di Camigliatello dedicata a Faust D’Andrea, la decima edizione del Premio Sila. Il pubblico della manifestazione, dopo aver assistito nel pomeriggio di sabato 28 alla cerimonia di premiazione di Nicola Lagioia, Luciana Castellina e Nadeesha Uyangoda a Palazzo Arnone (Cosenza), l’indomani si è dunque spostato sul grande altopiano per assistere a un evento d’eccezione. Il giurato del Premio Valerio Magrelli ha, infatti, letto alcune delle poesie contenute nella sua ultima raccolta, “Exfanzia” (Einaudi).

«Ho scritto diversi libri di poesie, quest’ultimo è particolarmente triste anche perché è successivo ai due anni di pandemia trascorsi. Trattasi quindi di versi urbani e dolenti, legati al tema della vecchiaia, dei figli, della fotografia, ma anche dedicate al paesaggio di Roma», ha detto Magrelli davanti, tra gli altri, al presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini e alla direttrice del Premio Gemma Cestari. Due ore, dunque, dedicate alla lettura di quella «forma d’espressione minoritaria che – ha ancora affermato Magrelli – è, tuttavia, indispensabile».

Parallelamente alla conclusione dell’edizione 2021 del Sila, inoltre, a partire è un altro appuntamento a cui i cosentini potranno partecipare. Da oggi lunedì 30 fino al 21 giugno è di fatti in programma al Museo dei Brettii e degli Enotri, nel cuore del centro storico di Cosenza, la mostra dell’artista Natino Chirico, che ha firmato il manifesto della decima edizione del Premio. L’allestimento, intitolato “Insieme”, viene per l’appunto inaugurato questo pomeriggio alle 17.30 alla presenza, oltre che del presidente Paolini, anche del sindaco Franz Caruso, della direttrice del Museo Marilena Cerzoso e dello storico dell’arte Enzo Le Pera.

Fondazione, Notizie

Conclusa la decima edizione, Lagioia, Castellina e Uyangoda premiati a Palazzo ArnoneFeatured

COSENZA – Si è svolta ieri, sabato 28 maggio, la cerimonia di premiazione dei vincitori della decima edizione del Sila ‘49. Negli spazi esterni di Palazzo Arnone, Nicola Lagioia (sezione Letteratura), Nadeesha Uyangoda (sezione Economia e Società) e Luciana Castellina (premio alla Carriera), oltre a ricevere i bronzetti realizzati per l’occasione dal maestro Mimmo Paladino, hanno dialogato con la giornalista e scrittrice Ritanna Armeni. E lo hanno fatto davanti a un foltissimo pubblico che, nei giorni dedicati all’annata 2021 del Premio diretto da Gemma Cestari, si è reso partecipe dei numerosi incontri, appuntamenti e lectio realizzate nel cuore vivo e pulsante del centro storico bruzio.

«Sono dieci anni di Premio Sila, dieci anni trascorsi a fare cose straordinarie – ha detto durante la manifestazione il presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini – Tutto ciò che è stato realizzato e che ci proponiamo di realizzare è accaduto e accadrà grazie alla vicinanza di moltissimi artisti e cittadini, i quali, insieme, hanno impreziosito le diverse edizioni susseguitesi. Se siamo qui – ha aggiunto – è perché fortemente consapevoli che le idee e le parole possono cambiare il mondo: il Premio vuole fare la sua parte per raggiungere questo obiettivo. Motivo per cui, tra le altre cose – ha concluso Paolini rivolgendosi al sindaco Franz Caruso seduto in platea -, con il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza Enzo Gallucci abbiamo proposto al Comune di nominare l’avvocato e scrittore Giuseppe Farina, che da anni si batte contro la Sla, responsabile dei diritti umani della città».

Luci, poi, sui premiati di quest’anno che, nel corso dell’evento, hanno parlato dei propri romanzi e delle proprie esperienze. Nicola Lagioia, vincitore con “La città dei vivi” (Einaudi), ha incantato i presenti ripercorrendo le pagine del proprio libro, «il primo per cui si è trovato dinnanzi alla non fiction e che trae spunto non solo da Carrere e Capote, ma dalla grande tradizione italiana di scrittori che fanno letteratura parlando di cose vere e che va da Levi a Ortese fino ad Alessandro Leogrande». Lagioia, reduce dal successo del Salone del Libro, sulla manifestazione torinese ha pure rivelato: «Dopo il 2023 si svolgerà senza di me. Sono diventato direttore quando il Salone stava morendo, è diventato un qualcosa di straordinario e credo che non abbia più bisogno del mio supporto».

I temi del razzismo, dei pregiudizi e del femminismo sono stati invece affrontati nel discorso della premiata per la sezione Economia e Società Nadeesha Uyangoda, autrice del volume “L’unica persona nera nella stanza” (66thand2nd). «Il razzismo non è solo violenza fisica ma cambia, si evolve, si trasforma – ha dichiarato Uyangoda – Ed è importante guardare alla Storia e pure dentro di noi per poterlo debellare; non rimanere ancorati a vecchie lotte politiche, bensì capire che bisogna farsi portavoce di ulteriori battaglie, per esempio quelle delle badanti, delle colf che quotidianamente vengono discriminate».

A Luciana Castellina, infine, definita «premiata all’esistenza», il “compito” di far comprendere cosa significhi oggi essere di sinistra. «La sinistra contemporanea non è quella che ho incontrato nel ’47, quando si era certi di cambiare il mondo. Nonostante ciò non mi va di essere pessimista e non lo sono neanche perché frequentando scuole, associazioni e la periferia di Roma mi sono resa conto di quanti giovani siano coinvolti nei mille modi possibili per aiutare l’altro. A questi ragazzi non interessa nulla del Parlamento, del resto non c’è alcun membro da cui si sentano rappresentati, ma è grazie a loro se nuove forme di democrazia nascono sul territorio». In ultimo, sulla guerra in Ucraina, la figura storica della politica italiana ha detto: «Se si sottovalutano i rischi andremo incontro a una guerra più ampia, mondiale e nucleare. Io ho fiducia solo in Papa Francesco, che continua a ripetere che non esistono guerre giuste, e nei generali, che attuano i negoziati. Chi lo avrebbe mai detto, oggi i miei rappresentanti politici sono i preti e appunto i generali».

Fondazione, Notizie

Svelati i vincitori della decima edizione del Premio Sila ’49: sono Nicola Lagioia, Nadeesha Uyangonda e Luciana Castellina. Dal 27 al 29 maggio la consegna dei riconoscimenti nel cuore del centro storico bruzio, ma anche la lectio magistralis di Tomaso Montanari in occasione degli 800 anni del Duomo di Cosenza sul sagrato della Cattedrale e il reading di Valerio Magrelli nella sede silana della FondazioneFeatured

COSENZA – Sono Nicola Lagioia con “La città dei vivi” edito da Einaudi (sezione Letteratura), Nadeesha Uyangonda con “L’unica persona nera nella stanza” edito da 66thand22nd (sezione Economia e Società) e la politica e scrittrice Luciana Castellina (Premio alla carriera) i vincitori della decima edizione del Premio Sila ’49, così come annunciati dal presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini e dalla direttrice del Premio Gemma Cestari.

La premiazione dei vincitori, a seguito delle varie fasi che hanno interessato il Premio e che hanno coivolto rinomati autori nonchè l’intera comunità, si terrà in tre giorni alla fine del mese di maggio. In particolare, venerdì 27, alle ore 18, in piazza dei Follari, la docente Unical Mariafrancesca D’Agostino e il sociologo Tonino Perna dialogheranno con Nadeesha Uyangonda. Subito dopo, alle 19, ci si sposterà eccezionalmente sul sagrato della Cattedrale cosentina per assistere alla relazione, intitolata Un indulto, una sospensione, un miracoloso arresto: il senso delle antiche chiese, dello storico Tomaso Montanari, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni del Duomo. Sabato 28, inoltre, alle ore 11.30, a Palazzo Arnone, sede della Galleria Nazionale, si assisterà alla lectio magistralis di Luciana Castellina La mia vita a sinistra è, ancora, la scoperta del mondo; mentre nel pomeriggio, a partire dalle 18.30, si terrà la cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio, condotta dalla giornalista e scrittrice Ritanna Armeni: a Lagioia, Uyangonda e Castellina verranno consegnati, come di consueto, i bronzetti realizzati dal maestro Mimmo Paladino. Domenica 29, infine, dal cuore del centro storico bruzio ci si trasferirà nella sede di Camigliatello Silano della Fondazione Premio Sila: sarà qui, dalle 11, che il giurato del Premio Valerio Magrelli leggerà alcune delle poesie tratte dalla sua ultima raccolta “Exfanzia” (Einaudi).

Tuffatori”, il manifesto dell’edizione 2021 del Premio è stato realizzato dall’artista di origine calabrese Natino Chirico. Sarà proprio incentrata sulle opere del raffinato disegnatore e ritrattista, la mostra che dal 30 maggio fino al 21 giugno potrà essere visitata all’interno delle sale del Museo dei Brettii e degli Enotri del quartiere Spirito Santo. Un evento, quest’ultimo, che chiude gli incontri e i pregiati appuntamenti della primavera del Premio Sila ’49, a cui tutta la città è invitata a partecipare, sempre nel rispetto delle normative anti-Covid.

Di seguito le motivazioni della Giuria per il conferimento del Premio:

Nicola Lagioia – «La città dei vivi è uno di quei grandi libri che nascono da un’occasione del tutto imprevedibile. Fin dal momento in cui lo scrittore visita il palazzo alla periferia di Roma che è stato il teatro dell’orribile crimine, costato la vita a un ragazzo giovanissimo, per scrivere un pezzo per il suo giornale, quella che si genera in lui è una fertile occasione, capace di accamparsi nella sua mente per il tempo necessario ad andare a fondo. Magistrale nell’alternanza della prima e della terza persona, il romanzo di Lagioia brucia totalmente, al fuoco di una dolente concezione poetica, ogni presupposto cronachistico, finendo per diventare il ritratto indelebile di un tempo, e di un luogo, nei quali anche la bellezza e il senso dell’eterno contrabbandati dai dépliant turistici sembrano aver smarrito la propria strada, aspetta le sue vittime nascosto negli eventi più ordinari: un messaggio sullo smartphone, una corsa in taxi, il puro e semplice trascorrere delle ore di una notte.

Nadeesha Uyangonda – «È molto bello il titolo di questo libro, firmato da Nadeesha Uyangonda per l’editore 66thand2nd: L’unica persona nera nella stanza. Chiamiamolo come vogliamo, pamphlet, saggio, memoir: certo è che le sue pagine raccontano con pacato furore il senso di isolamento, “che forse è il peggiore di tutti”, legato al fatto di essere, per l’appunto, L’unica persona nera nella stanza». 

Luciana Castellina – «Ad una straordinaria donna italiana, una comunista che ha sempre pensato con la sua testa senza mai voltarsi dall’altra parte, che anche nelle istituzioni nazionali ed internazionali ha dato voce alle minoranze, ha rivendicato diritti, si è battuta contro le ingiustizie, ha creduto – e crede – in uno stato sociale equo e fondato sulla libertà e sulla dignità del lavoro».

Fondazione, Notizie

Premio Sila: ecco il bando 2022Featured

La Fondazione Premio Sila istituisce e bandisce il concorso per l’edizione 2022 del Premio Letterario “Premio Sila 49”.
Il Premio ha la caratteristica di privilegiare le opere e la letteratura attente alla realtà e di rilievo civile.

REGOLAMENTO

1. Il “Premio Sila 49” ha frequenza annuale ed è diviso in tre sezioni:
a) Letteratura;
b) Economia e Società;
c) “Sguardo da lontano”, dedicato a saggi e opere realizzati da autori stranieri o italiani che abbiano ad oggetto il Mezzogiorno, visto da una prospettiva esterna.

2. La giuria si riserva, inoltre, di anno in anno, la facoltà di assegnare premi speciali alla carriera e/o all’opera complessiva di autori che abbiano una significativa attinenza con i valori promossi dal Premio.

3. Per l’edizione 2022, possono concorrere al Premio le opere di autori edite nel periodo che va dal 1 giugno 2021 al 31 maggio 2022.

4. Le opere e le candidature devono pervenire, in quattordici copie, presso l’Agenzia di Spedizioni KIPOINT, Piazza Zumbini, snc – 87100 Cosenza, con la dicitura Concorso Premio Sila ’49 – 2022 – entro e non oltre le ore 12.00 del 15 giugno 2022, accompagnate da una lettera con l’indicazione della sezione cui si intende partecipare;

5. La Fondazione Premio Sila, al fine di assicurare il carattere partecipativo al concorso letterario, individuerà di anno in anno particolari categorie di lettori che forniranno alla giuria orientamenti, non vincolanti, in relazione alla rosa finale di cinque titoli che concorreranno per la sezione Letteratura al premio finale;

6. Per ciascuna delle sezioni del Premio la Giuria assegnerà dei riconoscimenti:
a) Sezione Letteratura: un premio da 5000 euro;
b) Sezione Economia e Società: un premio da 5000 euro;
c) Sezione “Sguardo da lontano”: un premio da 2500 euro;

7. La premiazione dei vincitori avrà luogo nell’autunno 2022. Condizione imprescindibile per l’attribuzione dei premi ai vincitori è la loro presenza alla cerimonia di premiazione.

8. Modifiche al presente regolamento possono essere apportate dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Premio Sila.

Close